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Qua verranno inserite tutte le
composizioni del giovane musicista
Massimo Salotti
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5 Corali,
in ricordo del M°Marino Pratali
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Corali per 4 voci miste (2000) |
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Cernin, ovvero la leggenda delle
scarpette di pane
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Sonata per viola e pianoforte
(1999) |
Alcuni scrittori e poeti chiamano
Praga "città dalle cento torri", "cuore d'Europa" e "città madre", altri
ne parlano come della città di Kafka, altri ancora come di un luogo di
storie di magia. "Cernin, ovvero la leggenda delle scarpette di
pane" rappresenta una delle antiche leggende praghesi più note,
che ho cercato di mettere in musica, grazie all'uso di questa formazione
cameristica (viola e pianoforte) mai sfruttata a sufficienza. Il
repertorio abbastanza ristretto per viola mi ha da sempre affascinato,
vuoi perchè questo strumento è in grado di ottenere effetti molto
particolari, vuoi perchè associo lo strumento a qualche cosa di
fiabesco. Non a caso reputo i famosi "Märchenbilder op.113" di
R.Schumann un vero e proprio capolavoro. "Cernin", trae spunto dai
colori lugubri e tenebrosi della storiella omonima, cercando di
mescolare effetti di particolari glissati della viola con i suoni
profondi delle corde del pianoforte preparate con un particolare
accorgimento.
" La contessa era giovane e bella
come un angelo. Essendo molto ricca, non conosceva altro divertimento
che banchetti, cacce e balli, in cui era sempre tra le dame più
ammirate. Passava da un ballo all'altro e ogni volta cambiava il vestito
e le scarpette. Non pensando ad altro che a come stupire le altre dame e
i nobiluomini con qualche nuovo abito o comunque con qualcosa di
originale, trovò una cosa che non era mai venuta in mente a nessun
altro. Mandò a chiamare un fornaio e un calzolaio e ordinò loro di
prepararle delle scarpette di pane, che non le avrebbero fatto male e
che, quando non le fossero più piaciute, avrebbe potuto buttare via,
facendosene fare delle nuove, ancora più belle. Entrambi gli artigiani,
spaventati, cercarono di dissuaderla, ma alla fine ubbidirono, perchè
l'altezzosa contessa non ammetteva repliche e aveva promesso loro una
lauta ricompensa. Dopo due giorni la contessa aveva un paio di scarpette
così belle, che erano un piacere solo a guardarle. La sera del ballo le
serve la vestirono e la pettinarono. Poi la contessa infilò le scarpette
e si mise in attesa del cavaliere mandato da suo marito ad accompagnarla
alla sala da ballo. Le ore passavano, ma non arrivava nessuno; alla
contessa passò la voglia e alla fine montò in collera, pensando che si
erano dimenticati di lei. Infine la porta si aprì e sulla soglia
comparve un giovane cavaliere alto e snello, vestito di nero. Si scusò
per il ritardo e, offertole il braccio, si diresse con lei verso le
scale. Le raccontò dello splendore del ballo così vivacemente, che la
contessa dimenticò la sua ira, prefigurandosi l'invidia che avrebbero
destato le sue scarpette di pane. Perciò non si era accorta che già da
tempo si erano lasciati alle spalle il corridoio che portava all'uscita
e che avevano sceso le scale fino a un sotterraneo. Quando si rese conto
di dove si trovavano, si fermò e rivolse sorpresa lo sguardo al suo
accompagnatore. Gli occhi brillavano febbricitanti sul volto pallido, ma
con un sorriso cortese la invitò a proseguire. La contessa si svincolò
dal suo braccio e arretrò verso l'uscita. A quel punto il cavaliere si
trasformò nel diavolo ed esclamò: "Guarda le tue scarpette! Pensavi
veramente che tanto orgoglio sarebbe rimasto impunito?" La contessa
impallidì e si guardò le scarpette, dalle quali si sprigionavano
fiammelle azzurrognole. Cacciò un urlo di dolore e di paura e cercò di
togliersi dai piedi le scarpette, ma all'improvviso le si gettarono
addosso da ogni dove le anime dell'inferno e la fecero a pezzi. Da
allora la bella contessa Cernin spaventa gli impiegati del Ministero
degli Esteri, che ha sede in questo palazzo. Corre per i corridoi,
gemendo da far pietà e cercando di sfuggire alle fiamme che si
sprigionano dalle sue scarpette e le lambiscono i piedi. "
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O te felice
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Corale per 4 voci miste e
pianoforte (2001) |
Questo corale nasce con l'intento di
omaggiare il Coro AUSER di Barga e Cardoso, che con la loro passione per
la musica e il contributo professionale e puntiglioso del suo M°Riccardo
Pieri, sono riusciti a diventare un coro dalle molteplici sonorità e dai
mille colori.
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O Cristo Salvatore
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Corale per 4 voci miste (2001) |
Corale tratto dalla serie "Canti per
la Messa".
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La Cloche felèe
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Lirica per Clarinetto e
Pianoforte (2001) |
Ispirato dalla omonima poesia
di C.Baudelaire, il brano cerca di esplorare i profondi ed intimi
colori del suono, l’unica vera anima di una "povera" campana.
Seguendo la pessimistica visione di C.Baudelaire, questa lirica per
clarinetto e pianoforte, vuole essere un momento di contemplazione e
di meditazione, senza momenti di vero sfogo emozionale. Le linee
concentriche generate dai suoni del clarinetto si mescolano alle
trasparenti armonie del pianoforte, per poi incontrarsi in un "...lamento
rauco d’un ferito lasciato al bordo d’un lago di sangue...".
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